Halloween a Trastevere si festeggia da Rione 13


Halloween a Trastevere si festeggia da Rione 13

Le zucche illuminate, gli spiriti maligni che vagano nella notte, dolcetto e scherzetto, sono tutti aspetti che riconduciamo alla festa americana di Halloween. 

Ma se andiamo a vedere più a fondo sono eredità di antiche tradizioni  che vengono da molto, molto più lontano…

LA NASCITA DELLA FESTA: IL CAPODANNO CELTICO

E’ ormai riconosciuto il fatto che  a arrivi in America insieme alle navi dei pellegrini irlandesi alla fine dell’800.
Halloween deriva infatti dalla contrazione di “all HallowsEve” ossia la vigilia di Ognissanti. Festività cristiana che cade il 1° novembre probabilmente proprio per sovrapporla ad una più antica.

La tradizione irlandese vuole infatti che la notte del 31 ottobre si celebri il capodanno celtico (Samhain oSauin). Celebrazione pagana di origine gaelica che proprio nel “giorno che non esiste” a cavallo tra i due anni,  vedeva cadere le barriere tra i mondi dei vivi e dei morti. Gli spiriti della natura a quel punto vagavano liberi per le strade e l’unico modo  per spaventarli era mascherarsi da mostri terribili

Ebbene sì, la festa la più famosa e commerciale degli Stati Uniti dopo il Natale, affonda le sue radici non solo nei rituali pagani e precristiani, ma inequivocabilmente in suolo europeo.

TUTTE LE FESTE PORTANO A ROMA 

Come spesso accade per le festività più antiche, le origini si perdono nel tempo.  E quando si tratta di storia e tradizioni del vecchio continente è difficile svincolare dalla cultura romana e dalla grandezza del suo passato.

Già in era precristiana sembra infatti che i romani festeggiassero il periodo della raccolta che terminava a fine ottobre, dedicandolo a Pomona, dea dei frutti e dei semi.
Proprio come i Celti, il calendario delle festività romane, prevedeva un’intera settimana dedicata al culto degli antenati (Parentalia), e ben tre giorni di Mundus patet  (il mondo è aperto). Secondo un antico rituale, probabilmente di matrice etrusca, in quei giorni le anime dei defunti potevano girare liberamente tra i vivi. Per questo motivo le strade venivano illuminate tutta la notte da fuochi e falò, così  da tenere lontano gli spiriti maligni. 

Infine, da non dimenticare il fatto che intorno al 50 a.C. iniziò con Cesare un lungo dominio romano sulla Gallia e i territori del nord, situazione che portò inevitabilmente alla latinizzazione delle tribù celtiche e delle loro usanze.

LE ZUCCHE, I DOLCETTI E LE MASCHERE 

La festa di Halloween come la conosciamo oggi sembrerebbe essere dunque la memoria di un passato tra tradizioni romane, celtiche e cristiane – che si sono fuse nel tempo – e di inevitabili interessi commerciali.  Lo confermano alcune ritualità che possiamo riportare alla  tradizione e che caratterizzano oggi la notte delle streghe.

Le lanterne per illuminare la notte ricavate da zucche intagliate ricordano i fuochi notturni che venivano accesi per proteggere i villaggi; i bimbi che vagano di casa in casa a chiedere “dolcetto o scherzetto?” altro non sono che  un retaggio dell’antico rito di lasciare nei giorni di commemorazione il cibo ai morti che vagano.
Sono molte anche in Italia le zone  in cui si festeggia la vigilia di Ognissanti,  mangiando dolci come fave e favette , pan e ossa dei morti. 
Infine mascherarsi da mostri erano l’unico modo per confondersi tra gli spiriti che vagavano liberi in questa notte magica.

La scelta di Jack’o’lantern come simbolo della festa, ovvero la tipica American Pumpkin intagliata (nelle origini irlandesi era una rapa) per contenere una lanterna, racchiude molte di queste simbologie.

HALLOWEEN A TRASTEVERE: LA FESTA CONTINUA

Halloween a Trastevere si festeggia al ristorante Rione 13.
Il menu di Rione 13 per la settimana di Halloween vede i dolci e la zucca al centro di un’interessante proposta culinaria, che li amalgama perfettamente con ingredienti tipici della tradizione romana. 
Ecco nascere, ad esempio, i tonnarelli alla crema di zucca, guanciale e scaglie di pecorino, un piatto dove sapori e profumi diversi danno vita a un piatto veramente speciale.